15/07/17

Difendere le condizioni di vita delle prigioniere politiche! No al 41 bis per Nadia Lioce!

Continua la raccolta firme per la fine del 41 bis per Nadia Lioce. La petizione sarà presto su Change.org, con un video per la campagna, ma per ora continuare ad inviare messaggi a mfpraq@autistici.org e mfpr.naz@gmail.com

Di seguito altri messaggi pervenuti e l'appello del MFPR:

NADIA...
SI È RINVIATO AL 15 /9/17..... QUESTO PROCESSO ASSURDO NEI TUOI CONFRONTI....NOI SIAMO CON TE , PERKE' DOBBIAMO FAR ABOLIRE QUESTO REGIME CARCERARIO ,CHE ANNIENTA L'ESSERE UMANO....TU SEI UNA GUERRIERA E RESISTI.....
#SOLIDARIETAXNADIASENZASESENZAMA#
Danya Maiuri
8-7-2017

Con Nadia sempre. basta 41bis. basta repressione. Nadia Lioce libera
Luciano Lorandi
9-7-2017

Contro ogni tipo di repressione da parte degli Stati nei confronti di chi lotta per una società più giusta, contro l'equiparazione della pena tra terrorismo vero e la lotta per i diritti dei più deboli, conto gli stessi Stati garanti d'impunità verso i parassiti e le sanguisughe delle ricchezze di questa Terra, solidarietà per la compagna Nadia Lioce rinchiusa in carcere da ben 14 anni in regime di 41bis come e peggio del più sanguinario dei mafiosi.
Lorenzo Semeraro -operaio Ilva- Taranto
11-7-2017

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PER LA DIFESA DELLE CONDIZIONI DI VITA DELLE PRIGIONIERE POLITICHE
NO AL 41bis PER NADIA LIOCE
Chiediamo la difesa delle condizioni di vita di Nadia Lioce, unica donna, prigioniera politica, sottoposta da circa 12 anni a un duro regime di 41bis.

Detenuta nel carcere Le Costarelle di L'Aquila  in una condizione d’isolamento totale e perenne, condannata al silenzio in una cella due metri per due, posta alla fine di un lungo tunnel sotterraneo che si affaccia sul nulla, le è concessa, senza le varie sanzioni disciplinari eseguite con l'interruzione di un solo giorno l'una dall'altra, solo un'ora d'aria, spesso da sola, in una vasca di cemento grande tre metri per tre, dove il sole non si vede mai.
A Nadia Lioce viene negato perfino il diritto di detenere libri o riviste in cella e di riceverne dall’esterno, le viene sottratto materiale cartaceo.
La sezione femminile del carcere speciale de L’Aquila è tristemente nota per le condizioni detentive di gran lunga peggiori delle sezioni a 41bis di altre carceri, che riserva alle donne perquisizioni corporali quando si esce dalla cella nell’unica ora quotidiana, totale divieto di comunicare tra detenute, corrispondenza con l’esterno praticamente inesistente per la forte censura.
Sono condizioni che ledono completamente i diritti umani, i diritti delle donne.
E verso Nadia Lioce è una repressione da parte dello Stato, che ha anche lo scopo di punire una donna che continua a ribellarsi.

In questo ultimo anno le condizioni detentive già gravi di Nadia Lioce, sono addirittura peggiorate. Oltre ai libri, neanche i vaglia per comprarseli tramite il carcere le vengono consegnati, in un istituto di pena, quello abruzzese, dove manca persino un garante dei diritti dei detenuti.

Con la sentenza della Corte Costituzionale dell’8.02.17, n° 122, questa “tortura bianca” è stata dichiarata legittima e definitiva, nonostante il parere contrario della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, che nel 2015 ha fatto anche una interrogazione parlamentare per l'accanimento repressivo nei confronti di Nadia Lioce.

Riteniamo questa “condanna al silenzio” un inaccettabile sacrificio della dignità umana e chiediamo la sua immediata fine.

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