24/11/10

25 novembre contro la violenza sulle donne: presidio a Palermo

In vista dell’approssimarsi del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, come donne lavoratrici, precarie, disoccupate ci siamo incontrate in questi giorni per discutere e organizzarci.

Siamo partite dalla nostra esperienza diretta che ci vede impegnate quotidianamente innanzi tutto nella lotta in difesa del lavoro, contro la precarietà, la disoccupazione in una fase in cui governo e padroni ci attaccano pesantemente. Siamo una goccia di un vasto mare che vede tantissime donne colpite sul piano economico/lavorativo, ma ogni giorno che passa è sempre più chiaro ed evidente come l’attacco alle nostre condizioni di vita sia ben più ampio: governo, padroni, Stato, ben affiancati dalla chiesa, sono parte integrante di un sistema sociale che vuole noi donne sempre più deboli e subordinate.

Vogliono farci tornare indietro, ricacciarci a casa, rinchiuderci in famiglia per scaricare su di noi tutto il peso del lavoro di cura a fronte del continuo smantellamento dei servizi sociali pubblici, ma non solo! la famiglia deve servire anche per controllare la nostra vita, soffocando ogni esigenza e volontà di autodeterminazione delle donne. Questa famiglia che così tanto si esalta e si sacralizza è quella in cui invece tante donne subiscono oppressione e violenza fino ad essere uccise da parte di chi nei cosiddetti romanzi rosa si chiamerebbe "il loro uomo", “il loro compagno di vita”, “ il loro partner”…
Ogni giorno sentiamo, leggiamo, ancora un’altra violenza, ancora un'altra uccisione! Non possiamo non sentirci tutte violentate, tutte offese!

E basta con la storia “dei singoli casi di raptus” o delle “mele marce da estirpare da una società sana”! La violenza sessuale è il frutto più marcio della società capitalista in cui viviamo che crea un clima da moderno medioevo contro le donne attaccandole nelle condizioni generali della loro vita

e forte è la rabbia nel vedere come venga trattata dai mass media, semplici fatti di cronaca quasi che sia normale che succedano! o addirittura l’altra orrenda faccia della medaglia con i vergognosi show mediatici con cui si vuole speculare e guadagnare a più non posso come sta accadendo in questi giorni intorno alla drammatica vicenda dell'uccisione della giovane Sarah Scazzi a Taranto

e ancora più forte è la rabbia contro l’ipocrisia del governo moderno fascista Berlusconi che si guarda bene dal fare riferimento alle violenze che avvengono quasi ogni giorno contro le donne dentro tante famiglie italiane ma che non ha perso tempo a scagliarsi su alcuni casi di violenza commessi da immigrati per gridare all’emergenza e imporre politiche razziste, xenofobe, di più repressione che doppiamente ricadono sulle donne immigrate; un governo che dall’
alto invece legittima la violenza sulle donne abusando vergognosamente del potere politico per abusare del corpo delle donne, primo nella lista in questo Berlusconi, diffondendo a livello di massa concezioni maschiliste e sessiste contro le donne.

Contro tutto questo la nostra rabbia deve trasformarsi in ribellione e lotta!

Giovedì 25 novembre saremo in presidio itinerante da Piazza Politema alla sede del giornale “La Repubblica” dalle ore 16,00
Mostra, volantinaggio, spikeraggio, informazione sulle iniziative organizzate nelle altre città, a partire dalla mobilitazione delle compagne e donne lavoratrici e disoccupate del Mfpr di Taranto per “Carmela, Sarah e tutte le giovani e donne violentate e uccise”

Mfpr Palermo

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