21/02/10

Noi che odiamo così tanto il burqa

"Noi che odiamo così tanto il burqa non permetteremo che sia l'imperialismo occidentale a togliercelo. Sarebbe come uno 'stupro'!"
da una dichiarazione della giornalista/attrice afghana Niloufar Pzira

Questo forte appello della giornalista/attrice afghana Niloufar Pzira che nel Novembre 2001 riprendemmo e rilanciammo nell'ambito di una campagna che facemmo a livello nazionale a sostegno delle donne afghane contro la guerra imperialista degli Usa e paesi alleati, è oggi più che mai è attuale e vero.
Ciò che accade in Francia relativamente alla questione burqa e che in certe forme inzia ad essere discusso in Italia, vedi le recenti dichiarazioni della Carfagna, non è altro che l'ennesima sporca strumentalizzazione dei governi imperialisti che per anni hanno accettato senza muovere un dito la brutale condizione di schiavitù delle donne vedi l'Afghanistan per esempio, sostenendo e finanziando il governo dei Talebani, e ora si allargano la bocca con proclami di volere portare "la libertà" alle donne. Ma di quale "libertà" parlano ??? e parliamo???
Chi dovrebbe rispettare i diritti umani e civili dei popoli e in questo caso delle donne, essere difensori della loro dignità??? Un Sarkozy, un Berlusconi, una Carfagna? che mentre parlano relativamente alla questione burqa, di "primi e concreti passi per liberare le donne immigrate dall'oppressione", istituiscono ogni giorno uno stato di polizia all'interno dei propri paesi, e portano avanti politiche che calpestano sempre di più i diritti delle donne, soprattutto le più povere, le immigrate, lasciando inalterati ANZI IMPONENDO E POTENZIANDO BEN ALTRI BURQA CHE OPPRIMONO E VOGLIONO ANNULLARE LE DONNE IMMIGRATE VEDI LE CONDIZIONI IN CUI SI VIVE IN FRANCIA NELLE BANLIEUS, VEDI NEL NOSTRO PAESE I CIE DOVE LE DONNE IMMIGRATE NON SOLO VENGONO RECLUSE MA ANCHE VIOLENTATE , VEDI IL PACCHETTO SICUREZZA FASCISTA E RAZZISTA, VEDI IL REATO DI CLANDESTINITA'

Certo che il burqa è una delle forme visibili dell'oppressione femminile soprattutto nei paesi oppressi dall'imperialismo ma non è certo la classe borghese che può eliminare le basi materiali da cui sorge l'imposizione del burqa alle donne.

A questo proprosito riporto alcuni stralci di un articolo che scrivemmo proprio allora nel 2001:

"Per rompere le catene è necessaria una lotta senza tregua, le donne devono imporre i loro diritti anche con la forza", hanno gridato le donne afghane alla manifestazione da loro organizzata per l'8 marzo in Pakistan mettendo in pericolo la loro vita.
"Noi donne dell'Afghanistan trasformeremo la nostra rabbia in forza combattiva... vi sono donne coraggiose che si stanno ribellando contro i barbari sistemi e leggi dei talebani e di altri fondamentalisti islamici.
...Le donne sono arrivate al punto di impugnare le armi contro i loro oppressori...
Le donne devono prendersi per mano e rafforzare le loro lotte, devono unire le loro forze e costruire un movimento organizzato per la rivoluzione...
Questa è la strada per la libertà e questa strada noi compagne del mfpr vogliamo appoggiare!... "
a cominciare dalla realtà concreta in cui oggi viviamo e lottiamo.

Donatella - MFPR Palermo

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